Così
si esprimeva Guido da Cozzo - poeta e architetto del 1200 - anche se i suoi
versi sono stati rimaneggiati e le rime sono più cinquecentesche
dell'originale.
Da secoli Mortara è la capitale del più acclamato Salame d'oca,
legato ovviamente alla tradizione di allevare in Lomellina i palmipedi.
La zona della Lomellina è , dal lontano Medioevo, una zona di allevamento
delle oche.
In
questa particolare area del pavese, delimitata dai corsi dei fiumi Po, Ticino
e Sesia, già all'epoca di Ludovico il Moro, esisteva una importante
comunità ebraica che, non potendo cibarsi di carne suina, commissionava
ai salumieri locali ciccioli e salami del palmipede.
Quello che oggi è noto come Salame d'oca di Mortara
è la sintesi della cultura ebraica e di quella cattolica.
E' un misto di carne magra d'oca e di maiale.
Nelle terre basse e acquitrinose il curioso pennuto offriva molteplici risolrse
alla famiglia rustica: carne, pelle, grasso, fegato e frattaglie, piume.
Come è avvenuto per il maiale, la necessità di consevare durante
l'inverno la carne d'oca ha dato origine al salame d'oca, ancora oggi legato
alla lavorazione artigianale o addirittura familiare.
La
ricetta della specialità gastronomica mortarese non è stata
ancora standardizzata, anzi talvolta rimane segreta, soprattutto riguardo
alla proporzione degli ingredienti ed alla lavorazione.
Il rinomato salume nasce da carne magra d'oca (razza embden incrociata con
oca romagnola) e dalla carne e grasso suini tritati in proporzioni quasi
uguali.
La carne d'oca deve essere fresca e non congelata; del suino, invece, si
utilizzano il magro della spalla ed il grasso della pancetta e del guanciale.
La carne tritata in modo uniforme è accuratamente miscelata con l'aggiunta
di sale, pepe, aromi a discrezione, marsala e vini pregiati.L'impasto lasciato
riposare è successivamente insaccato nella pelle dell'oca, precedentemente
ritaglia, cucita e messa sotto sale.
Il salame, legato a mano, deve asciugare per due o tre giorni.
Avvolto nella pelle bianca e spessa dell'oca assume una caratteristica forma
a fiasco, più o meno accentuata a seconda che siano utilizzati, come
involucro, il dorso, il ventre o il collo dell'animale.
La
pezzatura media è di circa un kg..
A
testimoniare la qualità sopraffina del Salame d'oca di Mortara brilla
la medaglia d'oro vinta da un produttore lomellino nel 1913 all'Esposizione
di Parigi: un'affermazione di notevole prestigio proprio nel paese che ha
inserito l'oca nei più famosi menù del mondo. La rinomata
specialità lombarda è venduta sia cruda sia cotta: va comunque
consumata dopo una cottura di circa due ore a temperatura non superiore
agli 80°. Se si consuma come antipasto, va fatto raffreddare nell'acqua
di cottura, Come secondo, si serve caldo e accompagnato da verdure cotte.
Il periodo di conservazione è limitato a circa 30 giorni. La produzione
limitata e il fatto che il prodotto per mantenere tutto il suo gusto va
consumato entro breve tempo, ha fatto si che il consumo avvenisse prevalentemente
in Lombardia e specialmente nella zona di produzione. Oggi le nuove tecniche
di conservazione (sottovuoto), consentono una espansione del mercato anche
in zone più vaste.






